mercoledì 15 aprile 2015

Difendiamo la nostra terra!



Si è svolta all'Hemingway Bistrot, a Matera, la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'iniziativa del Comitato No Inceneritore a Matera "Difendiamo la nostra terra!", partita a fine gennaio, con la quale si voleva formalizzare un intervento in affiancamento alla Corte Costituzionale contro il così detto Sblocca Italia.
Nonostante il grande impegno di tante persone in tutta la regione, la somma raccolta pari a 2.130 euro, raccolti con bonifici, ricariche e contanti, è molto lontana da quella necessaria per gli onorari del costituzionalista che era stato individuato.
Nel corso della conferenza stampa è stata evidenziata la determinazione dei singoli individui che si sono attivati sul territorio per sostenere l'iniziativa, così come si è purtroppo registrata la totale assenza di associazioni e comitati impegnati sul territorio, la totale assenza di partiti e movimenti (fatti salvi alcuni attivisti del Movimento 5 stelle del vulture melfese), la totale assenza di risposte dei comuni lucani, e loro consiglieri, interpellati ufficialmente.
Uniche eccezioni, i consiglieri comunali di Matera Giovanni Morelli e Antonio Sansone oltre al sindaco di Craco Lacicerchia.
Purtroppo, con riferimento allo sberleffo di Renzi sui "quattro comitatini lucani", è emerso che non si tratta di una questione numerica, ma dell'estrema frammentazione dei soggetti impegnati nella difesa del territorio, spesso vittime di protagonismi esasperati.
La possibilità che non si raggiungesse l'obiettivo era stata ovviamente prevista, per cui era stato ipotizzato che le stesse somme potessero essere devolute ad associazioni ambientaliste tipo Greenpeace.
Nel corso di questi due mesi di continuo contatto con gente veramente impegnata a difendere i territori, però, è emersa anche la volontà che comunque questa iniziativa avrebbe dovuto produrre ricadute a difesa del territorio lucano, e che non si sarebbe dovuta interrompere. E' stato ipotizzato, quindi, che le somme raccolte potesserro essere utilizzate per la realizzazione di analisi dell'acqua nei territori più compromessi. Perciò sono stati avviati contatti con alcuni Istituti Pubblici con i quali stipulare convenzioni per la realizzazione delle analisi con costi accessibili e certificazione dei risultati da mettere al servizio dei territori lucani.
E' stato presentato un sondaggio, raggiungibile anche dalla pagina Facebook dedicata all'iniziativa https://www.facebook.com/difendiamolanostraterra, che sarà in linea fino alla mezzanotte di domenica 19 aprile, mediante il quale decidere insieme e raccogliere suggerimenti preziosi.


lunedì 26 gennaio 2015

ABBANDONATI SENZA ALCUNA REGIONE!



ABBANDONATI SENZA ALCUNA REGIONE!

           
La legge Sblocca Italia, con il suo carico di devastazione e morte, come sappiamo, non è stata impugnata da Pittella e dal Consiglio Regionale lucano. Alla scadenza del 10 gennaio soltanto 6 regioni, tra cui le confinanti Puglia e Campania, hanno impugnato vari articoli e commi della Sblocca Italia.
Il Presidente Pittella, forte di alcuni “autorevoli” pareri, e supportato dalla maggioranza dei Consiglieri regionali, ha ritenuto che la modifica di una sola parte dell'art. 38 della legge Sblocca Trivelle fosse tranquillizzante, nonostante 65 comuni lucani equivalenti al 52% della pololazione lucana, cioè la maggioranza, avessero chiesto formalmente a Pittella ed al Consiglio regionale di impugnare la Sblocca Italia. Deliberatamente, lui e la sua maggioranza PD, non hanno rispettato la volontà della maggioranza dei lucani, decidendo così di non rappresentare più la popolazione lucana.
Tuttavia il diavolo fa le pentole, anzi le trivelle, ma non i coperchi.
Le Norme Integrative per i giudizi dinanzi alla Corte Costituzionale pubblicate in G.U. 7/11/2008 n. 261, all'art. 4, comma 3 consentono che “soggetti diversi” possano intervenire nel ricorso principale proposto per la declaratoria di illegittimità costituzionale di disposizioni legislative.
Naturalmente resta alla Corte il compito di decidere se l'intervento di questi soggetti sia ammissibile oppure no; e se è vero che fino a questo momento la giurisprudenza della Consulta è stata piuttosto restrittiva nell'ammettere l'intervento di soggetti privi di potere normativo, è anche vero che non era mai successo prima che una Regione ignorasse totalmente la istanza della maggioranza dei suoi cittadini.
Abbiamo dunque interpellato un costituzionalista di chiara fama, (il prof. Avv. Alberto Lucarelli di Napoli) che, con successo (come per il referendum sull’acqua pubblica), in molte occasioni si è occupato dei beni comuni e dei temi della sovranità popolare. Non è naturalmente lo stesso professionista che il governatore Pittella ha ripetutamente richiamato nei suoi interventi a sostegno della non-impugnativa della Sblocca Italia sia in atti formali e istituzionali, sia nelle interviste alla stampa.
Dal Prof. Lucarelli abbiamo ricevuto la disponibilità a presentare, in affiancamento al ricorso principale presentato dalla Puglia o dalla Campania, un atto di intervento a sostegno delle ragioni di incostituzionalità delle norme della legge Sblocca Italia nei ricorsi presentati dalle altre Regioni, in modo da rafforzarne le critiche e contribuire così a farla decadere.
Questa rimane, purtroppo, l'unica strada che potrebbe permettere ai cittadini Lucani di far sentire la loro voce dinanzi alla Corte Costituzionale.
Siamo consapevoli che qualcuno potrà dire che è una iniziativa inutile, visto che il ricorso è già stato presentato da altre Regioni, ma riteniamo che l'apporto qualificato del difensore dei cittadini lucani può dare spunti di riflessione ulteriore e rafforzare gli argomenti trattati da altri, oltre che rendere “visibile” la presenza di una intera comunità abbandonata senza alcuna “regione”.
Siamo anche consapevoli che l'intervento possa essere dichiarato inammissibile dalla Consulta, ma questo risultato, lungi dal rappresentare una sconfitta, sarà la prova evidente che Pittella ed il Consiglio Regionale sono venuti meno al loro dovere di rappresentare la nostra comunità.

Per attuare questa iniziativa, sostituendoci alla istituzione che per noi avrebbe dovuto farsene carico, occorre sostenere una spesa di un certo impegno. E’ perciò indispensabile il sostegno di tutti quelli che credono che valga la pena tentare anche questa strada.
Ci rivolgiamo:
- a tutti i cittadini lucani che sono scesi in piazza alle varie manifestazioni contro la legge Sblocca Italia;
- ai sindaci ed ai consiglieri comunali di quei comuni che hanno deliberato per chiedere a Pittella di impugnare la legge Sblocca Italia, ai quali chiediamo di devolvere, anticipando, un gettone di presenza;
- ai consiglieri comunali e regionali che avrebbero voluto deliberare, per chiedere di impugnare, ma che non ci sono riusciti;
- a tutti i possessori di card carburanti che non intendono più accettare l'elemosina in cambio di tumori;
- a tutti i comitati, associazioni, partiti non collusi con il sistema chiediamo di affiancare il Comitato No Inceneritore in questa "autodifesa" per dare mandato all'avvocato Prof.Lucarelli.
Un piccolo apporto di ciascuno può consentire di raggiungere un risultato significativo destinato a questa iniziativa. E’ possibile contribuire:
- tramite versamento/bonifico su IBAN IT66P0760105138284412584415 - Beneficiario Comitato No Inceneritore - Domenico Genchi
- tramite versamento su Postepay  5333 1710 1206 5724
- tramite versamento con Paypal, per chi ha un conto Paypal, all'indirizzo comitatomentosulcemento@gmail.com
- ai banchetti e centri di raccolta cittadini.
Fino alla trattazione del ricorso nella udienza pubblica dinanzi alla Corte Costituzionale ci sarà modo e tempo, con il sostegno e l'apporto di tutte le intelligenze e le forze sane della Basilicata che si oppongono allo sfruttamento indiscriminato del territorio, di promuovere incontri ed iniziative che spieghino a tutti cosa sta accadendo in Basilicata da quando è iniziato lo sfruttamento petrolifero e quello che potrebbe accadere se le norme della legge Sblocca Italia non dovessero essere annullate.


Grazie ai tanti coraggiosi che finora hanno contribuito a questa iniziativa.
Grazie Tommaso, Roberto, Mariangela, Francesco e Emilia, Silvia, Lavinia, Angela, Mariella, Nicola, Antonio, Isabella, Ludovico, Mariateresa, Titti, Francesco e N
icola Suriano, Fabrizio, Emilio, Pasquale,
Michele, Pietro, Vincenzo, Emanuele.
Grazie ai tanti che stanno contribuendo con ricariche "anonime".
Grazie a chi si sta impegnando nella raccolta fondi sul territorio a diretto contatto con la gente.
Grazie a chi deciderà che ormai la misura è colma e che è arrivato il momento di difenderci da soli.

I ricorsi delle altre Regioni che hanno deciso di impugnare lo Sblocca Italia, ai quali vorremmo affiancare il nostro, non sono stati ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, per cui abbiamo ancora oltre 20 giorni di tempo. Siamo ancora lontani dall'obbiettivo, ma possiamo farcela!

DIFENDIAMO LA NOSTRA TERRA!

venerdì 23 gennaio 2015

Fine della nostra scoria?

Fine della nostra scoria?
A BREVE VERRANNO CARICATI I VIDEO DEGLI INTERVENTI DELL'INCONTRO. 




venerdì 7 novembre 2014

Anche la Musica è contro l'inceneritore!

Una nuova freccia nell’arco della lotta all’incenerimento dei rifiuti (CSS) nel cementificio di Matera. La sensibilizzazione sulla gravità degli effetti dell’inquinamento da incenerimento dei rifiuti (si ricorda che Italcementi ha richiesto la possibilità di bruciare nel suo stabilimento a 3 Km dal centro abitato oltre 60.000 tonnellate l’anno di CSS – rifiuti trattati) ha raggiunto ormai la quasi totalità dei cittadini materani.

Giuseppe Di Marzio (Dimaroots) e Vito Mancini (Vigeman Rebel), e dal Comitato No Inceneritore a Matera – Mento sul Cemento hanno realizzato il video/brano reggae “Inceneritore”. Un brano di denuncia nello spirito reggae, chiara e decisa, contro le varie forme di inquinamento ed avvelenamento dell’aria, dell’acqua, dell’ambiente a Matera ed in Basilicata. In particolare l’attenzione è rivolta all’inquinamento atmosferico che deriva dall’emissione di veleni derivanti dall’incenerimento dei rifiuti e loro derivati altrimenti chiamati CSS, ma anche da materiali, come il pet coke, cancerogeni e mutageni.

“L’ispirazione che ci ha portato alla realizzazione di questo brano” dice Giuseppe Di Marzio, “è stata il pericolo che a pochi chilometri da Matera, un cementificio, possa bruciare 60.000 tonnellate all’anno di rifiuti, anche se chiamati CSS. Matera è una città bellissima e sono orgoglioso di essere materano. In un mio brano precedente “Sono materano” ho cantato le qualità e la bellezza di Matera e dell’essere materano. Con questo, invece, voglio denunciare tutto quello, e tutti quelli, che mettono a rischio la bellezza e l’ambiente di Matera“. 


“Il lavoro di sensibilizzazione e divulgazione svolto dal Comitato No Inceneritore, evidentemente, sta raggiungendo fasce d’età, come quella di Giuseppe che ha appena 18 anni, importanti e fondamentali per la costruzione di una coscienza di difesa dei propri territori” ha dichiarato Angela Calia del Comitato “dagli attacchi sempre più violenti dell’attuale politica contro la salute pubblica, l’ambiente ed i beni comuni. Proprio in questi giorni stiamo assistendo alla devastazione che Renzi, il PD ed i suoi rappresentanti locali come il presidente Pittella ed il sindaco Adduce si apprestano a realizzare in Basilicata con il cosiddetto decreto sbloccaItalia, che invece darà via libera al raddoppio delle trivellazioni petrolifere e alla realizzazione di nuovi inceneritori. Un vero scandalo.”

Il brano/video “Inceneritore” diventa così a tutti gli effetti la “colonna sonora” della lotta contro l’inceneritore di Matera,

lunedì 5 maggio 2014

Ultrà Matera: una lezione di civiltà e di amore per la città. Grazie ragazzi!

Giù le mani dalla nostra terra - No all'inceneritore!
Giù le mani dalla nostra terra - No all'inceneritore!

Il 4 maggio 2014 è una data che rimarrà impressa per sempre nella memoria dei materani e nella storia della città. L’esaltante promozione del Matera calcio in serie C ha fatto vivere momenti di grande gioia non solo ai 10.000 presenti domenica allo stadio XXI Settembre – Franco Salerno ma all'intera città e al suo territorio, che hanno potuto finalmente festeggiare un traguardo tanto atteso e che sicuramente porterà grande giovamento all'economia cittadina con ulteriore impulso al turismo e a tutto l’indotto.

E proprio nella domenica seguente ai fatti di Roma, con episodi di violenza verificatisi in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, gli ultrà del Matera hanno dimostrato invece la parte migliore di un mondo spesso bistrattato dai media ma che è invece portatore di grandi valori: senso di appartenenza, impegno civico e amore per la propria città. Che i ragazzi del tifo organizzato esprimono da sempre e in ogni occasione, pur se spesso derisi da molti quando rimangono soli a sostenere la squadra in casa e in trasferta, a costo di grandi sacrifici (anche economici), se le cose vanno male. 
Si ricordano, solo per citare gli esempi più recenti, gli striscioni esposti in città qualche anno fa per esprimere dissenso contro le trivellazioni petrolifere in Basilicata; e il commovente striscione dedicato alla povera Antonella Favale, tragicamente deceduta nel crollo del palazzo in Vico Piave lo scorso gennaio. E domenica, pur nel clima di festa, hanno fatto sentire forte e chiara la loro voce sulla questione che ormai da un anno inquieta l’intera città di Matera e il territorio circostante: “Giù le mani dalla nostra terra: no all’inceneritore”, recitava lo striscione da loro esposto in gradinata nel corso della partita e che ha riscosso l’applauso di tutto lo stadio.
Il comitato No Inceneritore MentoSulCemento ringrazia pubblicamente il gruppo degli ultrà per questa importante iniziativa che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto ormai tutte le componenti della cittadinanza materana abbiano preso coscienza della gravità della questione e dissentano pienamente contro la trasformazione dell’impianto di Italcementi in un vero e proprio inceneritore.
Con la squadra di calcio ormai lanciata verso obiettivi importanti e l’auspicata nomina a Capitale Europea della Cultura 2019, sarebbe una gran iattura che per giunta vanificherebbe gli sforzi per lanciare Matera verso uno sviluppo economico e sociale vero e sostenibile.
E allora forza Matera e ancora grazie agli Ultras.