Renzi annuncia in pompa magna la sua visita a Matera.
Sarà per questioni di sicurezza, sarà che forse teme i "comitatini", ma è ancora
mistero fitto sulla data. Noi vorremmo, invece, salutarlo ed
accoglierlo calorosamente per ringraziarlo di tutto quanto ha regalato
alla Basilicata con lo Sblocca Italia, trivelle a mare, trivelle sulla
terraferma, inceneritori. Accogliamolo con un fischietto ciascuno, portatelo voi o ve lo diamo noi. Facciamogli sentire il calore dei
materani e dei lucani.
Domenica 13, in piazza Vittorio Veneto a Matera, a
partire dalle 10.30, insieme a Legambiente Matera e WWF Matera, una
mattinata di approfondimento sulla questione rifiuti, css, discariche e
inceneritori. Ci saranno varie testimonianze di altri comitati che
combattono per difendere i loro territori e la loro salute dalla
spregiudicatezza di imprenditori ed amministratori compiacenti.
Proveremo, con loro, ad unire i puntini della "rifiuti connection
lucana" e non solo. Non mancate, diciamo NO ALL'INCENERITORE MASCHERATO DA CEMENTIFICIO!Informiamoci su quello che hanno intenzione di farci respirare! Contributo video del Dott. Agostino Di Ciaula - ISDE Italia
La minaccia che a 3 km da Matera, oltre a petcoke, fluff e pneumatici, vengano bruciati nel cementificio/inceneritore 60.000 tonnellate all'anno, cioè 60 milioni di chili, di immondizia triturata (CSS) è sempre più reale! Un volume di fumi derivati dall'incenerimento dei rifiuti che così aumenterebbe di ben 5 volte. Ben cinque volte più diossina, più metalli pesanti, più particolato, più microinquinanti, più CO2, più ossidi di azoto, più cattivi odori, più aria irrespirabile. L'unica certezza sarà che l'aria che respireranno i cittadini ed i bambini materani non sarà più pulita e certamente non profumerà di violette. A fronte di questa ulteriore pesantissima minaccia ambientale, registriamo l'assoluto silenzio e l'imbarazzante indifferenza di chi dovrebbe amministrare e tutelare la salute dei materani, a cominciare dal Sindaco De Ruggieri, passando per l'intera giunta per finire ai consiglieri comunali, con una sola eccezione. Come se loro, i loro cari, i loro figli, i loro nipotini non respirassero la stessa aria o fossero immuni alle gravissime patologie correlate ormai con certezza alla vicinanza ad impianti che inceneriscono rifiuti.
Un silenzio che stride ancora più di fronte al chiaro diniego espresso qualche settimana fa dal comune di Santeramo che tra l'altro è ben più lontano dalle ciminiere del cementificio. Evidentemente, e fortunatamente per loro, la salute dei santermani per i loro amministratori vale molto di più di quella dei materani.
E' ovvio che è inutile aspettarsi, e quindi chiedere, un gesto di responsabilità nei confronti dei materani proprio da chi fa business dall'incenerimento dei rifiuti e dal riutilizzo delle ceneri pesanti. Perciò il Comitato No Inceneritore chiede agli amministratori materani che si esprimano con chiarezza sulla questione Italcementi, che prendano subito una posizione inequivocabile di fronte alla cittadinanza: "costringere i cittadini materani a respirare i fumi di 60 milioni di chili di immondizia inceneriti nei forni del cementificio procurando ingenti utili economici all'azienda o tutelare la salute dei propri cittadini?"
Per questo, oggi pomeriggio a partire dalle 17,30, il Comitato No Inceneritore in piazza Vittorio Veneto a Matera chiamerà all'appello pubblicamente tutti i consiglieri comunali, gli assessori ed il Sindaco ad esprimersi sulla questione. Al gazebo informativo verranno inoltre fornite tutte le informazioni necessarie perché i cittadini abbiano piena consapevolezza di ciò che sta per succedere a Matera.
ARIA PURA, NON PAURA!
da TRM
"Nuovamente in piazza
Vittorio Veneto gli attivisti del comitato No Inceneritore per chiamare
all’appello pubblicamente tutti i consiglieri comunali, gli assessori ed
il Sindaco ad esprimersi sulla richiesta, presentata dalla Italcementi
alla Regione Basilicata, di bruciare 60 mila tonnellate di CSS, come
combustibile, nello stabilimento di Matera, aumentando il volume di fumi
derivati dall’incenerimento di ben 5 volte, inquinamento e cattivi
odori compresi.
Contro la richiesta ha espresso chiaramente il suo diniego il Comune di
Santeramo, dicono dal comitato, ma non quello di Matera. Ecco perché,
visto che è inutile aspettarsi, e quindi chiedere, un gesto di
responsabilità nei confronti dei materani da chi fa business
dall’incenerimento dei rifiuti e dal riutilizzo delle ceneri pesanti, il
comitato No Inceneritore chiede agli amministratori materani che si
esprimano con chiarezza sulla questione Italcementi, prendendo subito
una posizione inequivocabile di fronte alla cittadinanza” http://www.trmtv.it/home/attualita/2015_11_08/97477.html
Alla manifestazione
farsa organizzata mercoledì 15 da Pittella a Policoro, con la partecipazione
degli altri due governatori PD Emiliano e Oliverio, ci sono state associazioni
e sindacati che hanno sfilato con le proprie bandiere nel corteo, evidentemente
avallando così il tentativo di ripulire l’immagine di Pittella sbiancandola dal
nero petrolio che finora ha caratterizzato l’agire del gladiatore lucano.
C’erano, poi, cittadini e associazioni che hanno duramente contestato, per
tutto il tempo della manifestazione e del corteo, l’ipocrisia di un governatore
che avrebbe voluto far credere di essere contrario alle trivellazioni ed alle
compagnie petrolifere. Ancora una volta clamorosamente smentito a distanza di
pochissime ore dalle dichiarazioni del Ministro Guidi che ha confermato, se
ancora ce ne fosse stato bisogno, la decisione di autorizzare le esplorazioni
per la ricerca di idrocarburi nel mar Ionio e nell’Adriatico.
Dalla risposta del
ministro è emerso chiaramente che la battaglia sulle trivellazioni non può
essere delegata alla burocrazia partitica ed essere ridotta esclusivamente alle
guerre di corrente insite nel PD; che chi ha parlato strumentalmente in questi
giorni di unità e di confronto istituzionale o non ha ben presente l’entità del
problema trivellazioni oppure è interessato più a battaglie politiche che alla
difesa del territorio. Se qualcuno pensa ancora che quello stesso Governo Renzi
che ha messo a repentaglio la sua maggioranza per riforme strutturali ancora più
importanti (riforma costituzionale, Jobs Act, legge elettorale, riforma sulla
scuola) si fermi di fronte ad un confronto con Pittella, Oliverio ed Emiliano
sulle trivellazioni in mare, deve cominciare ad aprire gli occhi sulla realtà.
Questo è stato l’intento
della nostra contestazione di mercoledì.
Qualcuno ha parlato
di manifestazione fallimentare con scarsa partecipazione popolare. Ma forse è
proprio ciò che Pittella voleva ottenere ieri. Una sfilata in solitaria, senza
contraddittorio, per riuscire a far passare il messaggio che lui è contro le
trivelle e dalla parte del popolo. Altrimenti perché organizzare una
manifestazione nella mattinata di una giornata lavorativa? Il giochetto, però,
è stato smascherato da un manipolo di cittadini attivi ed associazioni che non
si sono lasciati abbindolare. Come in altre occasioni, a fronte di
contestazioni rumorose ma assolutamente pacifiche, è emersa tutta la violenza e
l’arroganza del governatore, che, senza alcuna idea né concreta proposta da
contrapporre alle contestazioni, non ha trovato di meglio che minacciare
furiosamente di “mettere in ginocchio” le associazioni e i movimenti
dissenzienti.
A conferma
dell’intento esclusivamente propagandistico dell’iniziativa, non è stato
concesso nessuno spazio di contraddittorio ai cittadini ed alle associazioni,
nonostante fosse stato richiesto ufficialmente. Il re, ormai, è nudo…e non è un
bello spettacolo!
Ed in un crescendo
“felliniano” e surreale, forse a causa del solleone e confondendo palesemente,
e forse volontariamente, chi fossero gli invasori e chi i “partigiani”, un
Emiliano stonatissimo e sudaticcio ha deciso di intonare “Bella Ciao”,
screditando tra l’altro la presenza del sindaco Leone e dei suoi sostenitori di
destra che hanno sfilato ordinati e allineati con le loro bandiere nel corteo
pittelliano. E’ ovvio che la scelta di contestare da semplici cittadini, senza
mostrare alcun simbolo e bandiera, per esprimere la distanza dalla
manifestazione-farsa, non deve assolutamente diventare l'occasione, per questi
politici senza contenuti, di associarci alle bandiere fasciste e a quei gruppi
di estrema destra che con noi non hanno nulla a che vedere. A differenza di ciò
che Pittella, Emiliano & C. hanno voluto far credere dal palco apostrofando
indistintamente la platea dei presenti al grido di “fascisti”!
E’ bene che Pittella
e i suoi seguaci si rassegnino al fatto che questi teatrini non bastano più per
confondere il popolo lucano. Martedì 21, nelle sedi istituzionali opportune, e
non sul bagnasciuga ionico, Pittella dica chiaramente al Consiglio ed ai lucani
quali sono le sue strategie sul destino di trivelle che sta facendo sulla
Basilicata e sui lucani, almeno in sede istituzionale non si nasconda dietro
vuoti proclami, sia chiaro e parli di atti istituzionali consequenziali e
coerenti con l’obiettivo dell’uscita dall’era dalle fonti fossili di energia.
Inizino a fare i seri questi politicanti che hanno a che fare con gente
dignitosa e menti pensanti, non con le loro truppe cammellate. Inizino a dare
segnali forti, sia nazionali che internazionali, richiamando, redarguendo o
punendo quanti, chiamati a rappresentare il “popolo”, legiferano a favore delle
multinazionali contro gli interessi delle popolazioni locali (vedi TTIPP e
“questione airgun” nei reati ambientali).
Trasformiamo il sud
in riferimento internazionale per le fonti energetiche virtuose e diffuse a
disposizione dei singoli cittadini, come annunciato e mai realizzato, tradendo
il popolo, già nel 2003!
Questo devono
perseguire anche tutte le altre figure istituzionali presenti a Policoro!
Solo così potrebbe
riaprirsi un dialogo ed arrivare a manifestazioni realmente congiunte ed
unitarie, come ai tempi di “Scanzano Jonico”!
Si è svolta all'Hemingway Bistrot, a Matera, la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'iniziativa del Comitato No Inceneritore a Matera "Difendiamo la nostra terra!", partita a fine gennaio, con la quale si voleva formalizzare un intervento in affiancamento alla Corte Costituzionale contro il così detto Sblocca Italia. Nonostante il grande impegno di tante persone in tutta la regione, la somma raccolta pari a 2.130 euro, raccolti con bonifici, ricariche e contanti, è molto lontana da quella necessaria per gli onorari del costituzionalista che era stato individuato.
Nel corso della conferenza stampa è stata evidenziata la determinazione dei singoli individui che si sono attivati sul territorio per sostenere l'iniziativa, così come si è purtroppo registrata la totale assenza di associazioni e comitati impegnati sul territorio, la totale assenza di partiti e movimenti (fatti salvi alcuni attivisti del Movimento 5 stelle del vulture melfese), la totale assenza di risposte dei comuni lucani, e loro consiglieri, interpellati ufficialmente. Uniche eccezioni, i consiglieri comunali di Matera Giovanni Morelli e Antonio Sansone oltre al sindaco di Craco Lacicerchia.
Purtroppo, con riferimento allo sberleffo di Renzi sui "quattro comitatini lucani", è emerso che non si tratta di una questione numerica, ma dell'estrema frammentazione dei soggetti impegnati nella difesa del territorio, spesso vittime di protagonismi esasperati.
La possibilità che non si raggiungesse l'obiettivo era stata ovviamente prevista, per cui era stato ipotizzato che le stesse somme potessero essere devolute ad associazioni ambientaliste tipo Greenpeace. Nel corso di questi due mesi di continuo contatto con gente veramente impegnata a difendere i territori, però, è emersa anche la volontà che comunque questa iniziativa avrebbe dovuto produrre ricadute a difesa del territorio lucano, e che non si sarebbe dovuta interrompere. E' stato ipotizzato, quindi, che le somme raccolte potesserro essere utilizzate per la realizzazione di analisi dell'acqua nei territori più compromessi. Perciò sono stati avviati contatti con alcuni Istituti Pubblici con i quali stipulare convenzioni per la realizzazione delle analisi con costi accessibili e certificazione dei risultati da mettere al servizio dei territori lucani.
E' stato presentato un sondaggio, raggiungibile anche dalla pagina Facebook dedicata all'iniziativa https://www.facebook.com/difendiamolanostraterra, che sarà in linea fino alla mezzanotte di domenica 19 aprile, mediante il quale decidere insieme e raccogliere suggerimenti preziosi.